
Il mobbing sul lavoro è un insieme di comportamenti persecutori e ripetuti messi in atto nei confronti di un lavoratore, con l’obiettivo di isolarlo, umiliarlo o spingerlo alle dimissioni. Si tratta di una forma di violenza psicologica che può avere gravi conseguenze sia sulla salute che sulla carriera professionale.
In questa guida vedremo cos’è il mobbing, quali sono gli esempi più comuni, come dimostrarlo in giudizio e quali sono le tutele previste dalla legge per ottenere il risarcimento dei danni.
Che cos’è il mobbing sul lavoro
Il termine “mobbing” indica una serie di condotte vessatorie, sistematiche e prolungate nel tempo, poste in essere sul luogo di lavoro. Non basta un singolo episodio di conflitto: per configurarsi mobbing è necessario che i comportamenti siano ripetuti e mirati a danneggiare il lavoratore.
Esempi pratici di mobbing
Tra le forme più comuni di mobbing sul lavoro rientrano:
- isolamento dal gruppo di lavoro;
- svuotamento delle mansioni o assegnazione di compiti inutili;
- esclusione da riunioni, comunicazioni o progetti;
- insulti, umiliazioni o critiche ingiustificate;
- minacce di licenziamento o trasferimenti punitivi;
- inattività forzata o eccessivo carico di lavoro.
Tipologie di mobbing
Mobbing verticale
Si verifica quando le condotte vessatorie provengono dal datore di lavoro o da un superiore gerarchico (c.d. bossing).
Mobbing orizzontale
Avviene quando le azioni persecutorie vengono messe in atto dai colleghi di pari grado.
Straining: differenza con il mobbing
Lo straining è simile al mobbing ma si realizza anche con un singolo atto ostile che produce conseguenze durature e negative sulla salute del lavoratore.
Normativa italiana e responsabilità del datore di lavoro
Non esiste una legge specifica sul mobbing, ma diverse norme del Codice Civile e del Codice Penale tutelano i lavoratori. In particolare:
- l’art. 2087 c.c. obbliga il datore di lavoro a garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti;
- è possibile richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali, biologici e morali subiti;
- il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile anche se non è l’autore diretto delle condotte, qualora non abbia vigilato per impedirle.
Mobbing sul lavoro come dimostrarlo
Dimostrare il mobbing sul lavoro non è semplice: serve raccogliere prove concrete che attestino la sistematicità e la gravità delle condotte. Tra le più utilizzate troviamo:
- e-mail, messaggi e ordini di servizio;
- testimonianze di colleghi;
- referti medici e certificazioni psicologiche;
- documentazione aziendale che dimostri il demansionamento o l’isolamento.
Risarcimento per mobbing
Il lavoratore ha diritto a chiedere un risarcimento per mobbing, che può comprendere:
- danno biologico (alla salute fisica e psichica);
- danno morale ed esistenziale;
- danno patrimoniale per perdita di avanzamenti di carriera o retribuzioni.
Il termine di prescrizione per agire in giudizio è di 10 anni dalla manifestazione del danno.
Riassumento: domande frequenti sul mobbing sul lavoro
Che cosa si intende per mobbing sul lavoro?
Il mobbing sul lavoro è un insieme di comportamenti persecutori e ripetuti che mirano a emarginare, umiliare o spingere un lavoratore alle dimissioni.
Quali sono esempi di mobbing in azienda?
Tra gli esempi più comuni di mobbing ci sono: isolamento dal gruppo di lavoro, svuotamento delle mansioni, offese e umiliazioni, compiti inutili o inattività forzata.
Come si dimostra il mobbing in giudizio?
Per dimostrare il mobbing occorre raccogliere prove oggettive come e-mail, ordini di servizio, testimonianze, referti medici e documenti che provino la sistematicità delle condotte.
Quali sono le tutele legali contro il mobbing?
Il lavoratore può agire in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni subiti (biologico, morale e professionale) e far valere la responsabilità del datore di lavoro.
Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento per mobbing?
Il diritto al risarcimento si prescrive in 10 anni dalla manifestazione del danno, non dall’inizio delle condotte vessatorie.
Qual è la differenza tra mobbing e straining?
Lo straining è simile al mobbing ma si basa su un atto ostile anche isolato che, pur non essendo sistematico, ha conseguenze permanenti e negative sulla salute del lavoratore.
Conclusioni
Il mobbing è una realtà purtroppo diffusa, che può minare seriamente la salute e la vita professionale del lavoratore: la legge offre strumenti di tutela concreti.
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