
Il pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) può bloccare l’accesso ai tuoi fondi, creando problemi sia nella vita personale sia nella gestione dell’attività lavorativa. In questa guida scoprirai come difenderti legalmente, ottenere lo sblocco del conto e quali strumenti la legge mette a disposizione per tutelare i tuoi diritti.
Consiglio: Agire tempestivamente aumenta le possibilità di sbloccare il conto e ridurre interessi o sanzioni aggiuntive.
Cos’è il pignoramento del conto corrente
Il pignoramento consente all’Agenzia delle Entrate Riscossione di bloccare e prelevare le somme presenti sul contodel debitore fino a copertura del debito. In genere viene attivato dopo la notifica di cartelle esattoriali o accertamenti non pagati entro i termini di legge.
Effetti principali:
- Impossibilità di prelevare o effettuare pagamenti
- Blocchi su bonifici e accrediti
- Impatto sulla gestione delle finanze personali o aziendali
Come sbloccare un conto corrente pignorato
1. Pagamento del debito o richiesta di rateizzazione
Saldare l’intero debito è il modo più rapido per ottenere lo sblocco del conto. In alternativa, è possibile richiedere la rateizzazione:
- Piano ordinario: fino a 72 rate mensili
- Piano straordinario: fino a 120 rate in caso di grave difficoltà economica
La richiesta deve essere corretta e tempestiva. La rateazione sospende le procedure esecutive e permette lo sblocco del conto corrente.
2. Opposizione agli atti esecutivi
Se il pignoramento contiene errori o vizi formali, è possibile presentare opposizione entro 20 giorni dalla notifica. Il giudice può annullare il pignoramento se rileva:
- Errori nella notifica
- Difetti nel titolo esecutivo
- Altre irregolarità procedurali
3. Sospensione temporanea della procedura esecutiva
In presenza di gravi motivi o rischio di danno irreparabile, il giudice può sospendere la procedura, consentendo lo sblocco temporaneo del conto corrente, fino alla definizione della controversia.
Conclusioni:
ll debitore che intende ottenere lo sblocco del conto corrente pignorato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione ha a disposizione i seguenti strumenti:
- pagamento integrale del debito o richiesta di rateizzazione, con sospensione della procedura in caso di accoglimento dell’istanza;
- opposizione agli atti esecutivi per contestare vizi formali della procedura di pignoramento;
- richiesta di sospensione della procedura esecutiva in presenza di gravi motivi.
Perché rivolgersi a uno studio legale tributario
Affidarsi a un avvocato esperto in diritto tributario e procedure esecutive consente di:
- Analizzare la situazione e individuare eventuali vizi procedurali
- Assistere nella richiesta di rateizzazione dei debiti fiscali
- Predisporre opposizioni e ricorsi efficaci agli atti esecutivi
Agire subito tutela il patrimonio e riduce gli effetti negativi del pignoramento.
FAQ – Domande frequenti sul pignoramento del conto corrente
1. Quanto tempo ci vuole per sbloccare un conto corrente pignorato?
Dipende dal tipo di intervento: la rateizzazione può sospendere immediatamente il pignoramento, mentre l’opposizione agli atti esecutivi richiede i tempi del giudizio.
2. Posso bloccare un pignoramento se sono in difficoltà economica?
Sì. La legge prevede piani di rateizzazione ordinari e straordinari fino a 120 mesi e la possibilità di chiedere la sospensione della procedura per gravi motivi.
3. Quali somme non possono essere pignorate?
Alcune somme necessarie al sostentamento sono parzialmente protette e non possono essere completamente prelevate dal conto.
Se il tuo conto corrente è stato pignorato, e hai bisogni di maggiori informazioni contatta il nostro Studio Legale Tributario One Lex al numero 0256568824.
*La presente ha solo scopo informativo, contiene informazioni generali e di sintesi, con carattere preliminare, senza pretendere di essere esaustiva. La riproduzione, anche parziale, del documento è proibita. Tutti i diritti riservati.


