Intimazione di pagamento e cartelle esattoriali: difese legali e possibilità di annullamento

Intimazione di pagamento e cartelle esattoriali: difese legali e possibilità di annullamento

L’intimazione di pagamento notificata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) è un atto con cui l’ente della riscossione richiede il saldo immediato di somme già iscritte a ruolo e contenute in cartelle di pagamento o atti equivalenti (avvisi di addebito INPS, accertamenti esecutivi, ecc.).
 Il termine concesso per il pagamento è solo di 5 giorni dalla notifica.

Per imprenditori, professionisti e titolari di PMI, questo atto può preludere a pignoramenti, iscrizioni ipotecarie o altre azioni esecutive. Tuttavia, non sempre l’intimazione e le cartelle sottostanti sono legittime: in presenza di vizi, il contribuente può contestarle e, in alcuni casi, ottenerne l’annullamento.

1. Differenza tra cartella di pagamento e intimazione di pagamento

Cartella di pagamento: è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione richiede il pagamento di un debito a seguito di iscrizione a ruolo. Contiene il dettaglio delle somme dovute, degli interessi e delle sanzioni.

Intimazione di pagamento: è un atto successivo, previsto dall’art. 50, comma 2, D.P.R. n. 602/1973, che viene notificato quando, trascorsi più di 12 mesi dalla cartella o dall’atto equipollente, l’ente non ha ancora avviato l’esecuzione forzata. Serve a “riattivare” la procedura e a consentire il pignoramento se il pagamento non avviene nei 5 giorni.

2. Profili di illegittimità da verificare

La difesa parte dalla verifica sia dell’intimazione di pagamento sia delle cartelle di pagamento su cui essa si fonda.
 Tra i principali profili di illegittimità:

  • Prescrizione del credito
  • Cartelle mai notificate: se l’intimazione si basa su atti mai ricevuti, è nulla.
  • Errori formali nella notifica PEC o cartacea: vizi che possono rendere annullabile l’atto.
  • Errori di calcolo o somme già pagate: importi inesatti o duplicazioni di addebito.

Anche un solo vizio può travolgere sia l’intimazione di pagamento sia le cartelle sottostanti.

3. Strumenti di tutela per richiedere annullamento delle intimazione di pagamento e delle cartelle esattoriali

3.1. Impugnazione

Il contribuente può proporre ricorso contro l’intimazione (e le cartelle sottostanti) dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria o al giudice ordinario, in base alla natura del credito.

3.2. Istanza di autotutela

Per cartelle prescritte, mai notificate o già pagate, è possibile presentare istanza di annullamento in autotutela all’ente impositore o ad ADER.

4. Perché agire tempestivamente

Ignorare un’intimazione di pagamento collegata a cartelle esattoriali può comportare:

  • pignoramento di conti correnti;
  • fermo amministrativo dei veicoli;
  • ipoteche su beni immobili;
  • blocco operativo per l’impresa
Un intervento legale immediato può invece:
  • sospendere le procedure esecutive;
  • contestare la legittimità delle cartelle e dell’intimazione;
  • negoziare piani di pagamento sostenibili.
Conclusioni

Se hai ricevuto un’intimazione di pagamento o cartelle esattoriali e hai bisogno di informazioni contatta il nostro Studio Legale e Tributario al 0256568824 per una valutazione legale preliminare e per individuare la strategia difensiva più efficace.

*La presente ha solo scopo informativo, contiene informazioni generali e di sintesi, con carattere preliminare, senza pretendere di essere esaustiva. La riproduzione, anche parziale, del documento è proibita. Tutti i diritti riservati.

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