
In questo articolo dello studio legale e tributario One Lex spiegheremo cosa accade in caso di Pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e come sbloccare il conto corrente.
Pignoramento: la procedura esecutiva dell’Agenzia delle Entrate Riscossione
L’Agenzia delle Entrate Riscossione, c.d. ex Equitalia, è l’ente che svolge l’attività di riscossione dei tributi per lo Stato
La procedura esecutiva nei confronti del debitore prende avvio con il pignoramento che può avere a oggetto: somme, beni mobili e beni immobili.
Tale ente avvia il processo esecutivo nei confronti di un debitore mediante l’atto di pignoramento che differisce a seconda del bene mobile o immobile che dev’essere espropriato.
Come funziona il pignoramento del conto corrente proposta da Agenzia delle entratre
Diversamente da quanto accade per i pignoramenti ordinari, il pignoramento verso terzi avanzato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione sul conto corrente del debitore, ha una procedura “diretta”, in quanto non è prevista la fase di autorizzazione del pignoramento da Giudice dell’esecuzione.
Difatti, la banca ovvero l’istituto di credito che riceve l’atto di pignoramento deve bloccare e trattenere le somme richieste dall’agenzia delle entrate sul conto corrente del debitore.
Pertanto, il debitore solo dopo essere stato informato del “blocco del conto corrente”, ha la possibilità di adire il giudice competente per opporsi all’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento.
Come sbloccare il conto corrente pignorato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Il debitore può ottenere lo sblocco del pignoramento del conto corrente disposto dall’Agenzia delle Entrate Riscossione nei seguenti modi:
- presentando l’istanza di rateizzazione, e successivamenta all’accoglimento di questa, pagare la prima rata;
- presentare ricorso al Giudice competente, qualora il debitore ritenga che il pignoramento del conto corrente sia illegittimo o che sussistano vizi o errori.
Contestare il pignoramento davanti al giudice: quando è possibile?
Il debitore può adire il giudice per chiedere l’annullamento del pignoramento, ad esempio nei casi di:
- prescrizione del debito richiesto;
- mancata notifica degli atti presupposti o errori di notifica, ad es. dell’avviso di accertamento, della cartella esattoriale.
Il tribunale competente sarà il giudice ordinario o la Corte di Giustizia Tributaria di 1° Grado a secondo delle eccezioni avanzate.
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