
In questo articolo viene spiegato cosa accade in caso di pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) e quali sono i rimedi per sbloccare il conto corrente e tutelarsi legalmente.
Cos’è il pignoramento del conto corrente e quando avviene.
Il pignoramento è uno degli strumenti esecutivi che l’Agenzia delle Entrate Riscossione può attivare nei confronti del contribuente moroso. Si tratta di un atto con cui viene bloccata una somma di denaro presente sul conto corrente bancario o postale del debitore, allo scopo di soddisfare un credito vantato dall’ente pubblico.
Quando il debitore non provvede al pagamento delle somme indicate nelle cartelle esattoriali o negli altri atti di riscossione (come avvisi di addebito INPS o avvisi di accertamento esecutivi), ADER può procedere con l’esecuzione forzata, senza necessità di rivolgersi preventivamente a un giudice.
Come funziona il pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate.
A differenza del pignoramento eseguito da un creditore privato, quello avviato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione non richiede l’autorizzazione del Giudice ma segue una procedura diretta.
Ecco come si svolge in sintesi:
- ADER invia l’atto di pignoramento direttamente alla banca o all’istituto di credito presso cui il contribuente ha il conto corrente.
- La banca blocca le somme fino a concorrenza del debito iscritto a ruolo, impedendone la movimentazione.
- Contemporaneamente, il debitore riceve la notifica dell’atto di pignoramento e può decidere se pagare, opporsi o rateizzare.
Durante questa fase, il conto può risultare totalmente o parzialmente inutilizzabile, con gravi conseguenze sulla gestione economica e lavorativa del contribuente.
Somme non pignorabili del conto corrente.
Non tutte le somme sul conto corrente possono essere pignorate:
- Stipendi e pensioni accreditati sul conto sono pignorabili solo entro 1/5, e con limiti.
- Somme relative a sussidi, NASPI, assegni familiari, Reddito di cittadinanza sono impignorabili per legge.
- Nei conti cointestati, si presume la titolarità al 50%, ma è possibile dimostrare diversamente
Il pignoramento eseguito in violazione di queste regole è annullabile su ricorso al giudice.
È possibile sbloccare il conto corrente pignorato?
Sì, il contribuente ha diverse possibilità per sbloccare il conto corrente e rientrare in possesso delle somme pignorate. Tra le principali vie percorribili:
1. Presentare una richiesta di rateizzazione
È possibile chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione una rateizzazione del debito.
2. Proporre ricorso o opposizione al giudice
Se il contribuente ritiene che il pignoramento sia illegittimo (ad esempio, perché il debito è prescritto o non correttamente notificato), può presentare opposizione all’esecuzione o ricorso in sede tributaria.
In particolare, è possibile contestare:
- la prescrizione del credito (es. multe, contributi INPS, tributi locali, ecc.);
- la mancata notifica degli atti presupposti, come cartelle esattoriali o avvisi di accertamento;
- errori formali o vizi sostanziali nell’atto di pignoramento.
Pignoramento: a quale giudice rivolgersi?
La competenza dipende dal tipo di contestazione:
- Per vizi relativi alla cartella esattoriale o all’atto presupposto (fiscale) → competente è la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado;
- Per vizi propri del pignoramento o questioni civili (es. conti cointestati, impignorabilità di alcune somme) → competente è il Giudice ordinario (Tribunale civile).
Hai ricevuto un pignoramento del conto corrente? hai bisogno di informazioni, contattaci.
In caso di pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, è fondamentale agire tempestivamente, in quanto ci sono dei termini da rispettare.
Se hai ricevuto un atto di pignoramento da parte di ADER o se il tuo conto è stato improvvisamente bloccato, e hai bisogno di maggiori informazioni contattaci oggi stesso.
Per maggiori informazioni riguardanti i casi di pignoramento del conto corrente puoi contattare il nostro Studio Legale Tributario One Lex al numero di telefono 0256568824.
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